TESTI

(Testo e musica di Patrizio Saverio D’Andrea)

 

Dimmi come hai fatto a trovarmi in questa confusione,

in mezzo ai paradossi della nostra generazione

non pensare che io sia diverso da certi campioni

risucchiati da un divano ma sempre sul pezzo per certe questioni

 

Quel che posso dirti di me

è che spesso resto un po’ in disparte

perché preferisco l’arte alle scommesse e ai fastfood.

Rido e piango senza un perché,

un bambino ha più controllo

adesso lotto adesso crollo, sono estremo fino al midollo

è meglio che tu sappia subito che

 

Hai perso la testa per un pazzo

ma fai ancora in tempo ad invertire il passo

del salto hai visto solo il volo

ma non il precipizio sul vuoto

Hai perso la testa per un pazzo

Non ti prometto niente ma farò quel che posso

Se forse restiamo pazzi insieme e prendiamo quel che viene

magari ci va bene

 

Mamma, mamma aiutami con la dichiarazione dei redditi,

la nostra adolescenza prolungata vanta solo ansie e debiti.

Non è vero che le decisioni più importanti hanno bisogno di tempo.

Faccio quel che sento anche se ci hanno fatto credere

che non abbiamo scampo.

 

Quel che posso dirti di me

è che spesso resto un po’ in disparte

perché preferisco l’arte alle promesse eterne.

Rido e piango senza un perché.

È meglio che tu sappia subito che

 

Hai perso la testa per un pazzo

ma fai ancora in tempo ad invertire il passo

del salto hai visto solo il volo

ma non il precipizio sul vuoto

Hai perso la testa per un pazzo

Non ti prometto niente ma farò quel che posso

Se forse restiamo pazzi insieme e prendiamo quel che viene

magari ci va bene

 

Farò del mio meglio anche se spesso ti sembrerò cattivo

Approfitta del libero accesso al mio varco iperattivo

 

Hai perso la testa per un pazzo

ma fai ancora in tempo ad invertire il passo

del salto hai visto solo il volo

ma non il precipizio sul vuoto

Hai perso la testa per un pazzo

Non ti prometto niente ma farò quel che posso

Se forse restiamo pazzi insieme e prendiamo quel che viene

magari ci va bene

 

Hai perso la testa per un pazzo

ma fai ancora in tempo ad invertire il passo

del salto hai visto solo il volo

ma non il precipizio sul vuoto che io sono

 

(Testo e musica di Patrizio Saverio D’Andrea)

Mi restano nove camicie ancora al sole ad asciugare

e nonostante quel che si dice non sono bravo solo a stirare

Prima di prenderti in sposa non mi avevi spiegato bene

che avrei rinunciato ad ogni cosa in nome della tua ambizione

 

Mi sono dichiarato casalingo e non ti basta

Per te ho incatenato il mio vichingo e ancora non ti basta

Son lo zimbello di tutti i miei amici sia chic che rasta

Vediamo questa parità dei sessi quanto mi costa

 

Acari germi e batteri non mi possono più sfuggire

come fanno invece quei pensieri che non ho il tempo di coltivare

Mi piacerebbe tornare a quando l’ansia era fuori moda

per naufragare con te in quell’amore che ora barcolla in testacoda

 

Mi sono dichiarato casalingo e non ti basta

Per te ho incatenato il mio vichingo e ancora non ti basta

Son lo zimbello di tutti i miei amici sia chic che rasta

Vediamo questa parità dei sessi quanto mi costa

 

E non è facile ammettere che alla voce professione ho scritto “casalingo” per te

e tua madre ha fatto bingo con me, yeah

Ma non so cosa ottengo se se se non vivo e invece fingo con te

 

Mi sono dichiarato casalingo e non ti basta

Per te ho incatenato il mio vichingo e ancora non ti basta

Son lo zimbello di tutti i miei amici sia chic che rasta

Vediamo questa parità dei sessi quanto mi costa

 

Mi sono dichiarato casalingo e non ti basta

Mi sono convertito al pannolismo e ancora non ti basta

Ho fatto coming out con mio padre e non ne è stato entusiasta

Vediamo questa parità dei sessi quanto mi costa

 

 

(Testo e musica di Patrizio Saverio D’Andrea)

Non è mai troppo tardi per realizzare un sogno

per smascherare i pericoli che lo tenevano in ostaggio

 

Per te che doni luce a questa vita troverò una soluzione a tutto

invertirò la gravità ad ogni salita, l’infinito ci starà stretto

 

E anche se non ho superpoteri ti porto con me per volare lontano

e perché non ho superpoteri ti chiedo di stringere la mia mano

per resistere insieme al fuoco e alla neve

 

Sarò la naturale medicina ad ogni malumore

Trasformerò in una nuova possibilità quello che chiami errore

 

E anche se non ho superpoteri ti porto con me per volare lontano

e perché non ho superpoteri ti chiedo di stringere la mia mano

per resistere insieme al fuoco e alla neve

 

Con tutto il rispetto per Superman mi tengo stretto alla mia imperfezione

paure, vertigini e paranoie per te avranno nuovo valore

 

E anche se non ho superpoteri per te aggiusterò questo povero mondo

e perché non ho superpoteri ti prego non lasciarmi neanche un secondo

per resistere insieme al fuoco e alla neve

 

Con i miei quattro o cinque pregi costruirò un’astronave per due

con i miei millecento difetti la farò volare.

 

(Testo e musica di Patrizio Saverio D’Andrea)

Dopo tanti anni ancora non so sempre a cosa pensi

quando gioie dubbi o affanni ti portano via in una scia di silenzi

Invece con me è fin troppo facile

non so mentire e parlo anche troppo

e ho fatto sempre danni ma tra mille poi cercavi sempre me

 

Già dalle medie sapevi domare il mio cuore allo sbando

Io ti provocavo tu invece mi assecondavi come quando

 

Mi facevi sempre vincere a nomi cose città

senza farmene accorgere

Mi salvavi scrivendo Dubai invece di Domodossola

E puntualmente pensavo “sono un campione”

Che grande mente, ragazzi che cervellone”

 

Un diario segreto regalato sperando di finirci dentro

una foto o un gelato: ogni cosa per riuscire a fare centro

Le ho provate tutte con te che mi hai sempre dato filo da torcere

e non ti ho conquistato fino a che non mi hai voluto far vincere

 

Già dalle medie sapevi domare il mio cuore allo sbando

Io ti provocavo tu invece mi assecondavi come quando

 

Mi facevi sempre vincere a nomi cose città

senza farmene accorgere

Mi salvavi scrivendo Dubai invece di Domodossola

e puntualmente pensavo “sono un campione”

Che grande mente, ragazzi che cervellone”

 

Mi piace pensare che amavi vedermi felice

e ridevi di me mentre mi pavoneggiavo con le tue amiche

come oggi piace a me vederti gioire

con la differenza che nessuno bara per te

quando il gioco diventa difficile

Grazie perché hai iniziato ben presto a rendermi tutto facile

 

Mi facevi sempre vincere a nomi cose città

senza farmene accorgere

Quel maledetto nibbio che animale sia ancora non si sa

e puntualmente pensavo “sono un campione”

Tu puntualmente pensavi “sei un coglione!”

 

A-Arianna A-Altalena A-Aosta A-Albicocca

U-U-Ugo U-U-Unghia U-Urbino Un colore con la

E-Elisa E-Elica E-Empoli Elefante!

(Testo e musica di Patrizio Saverio D’Andrea)

Non sempre riesco a farmi capire, sembra che il mondo stia per finire

invece provo solo a dirti che, per esempio, muoio senza te

 

Non sempre riesci a starmi accanto senza trovarmi piuttosto affranto

la verità è che sto cercando cosa dire senza costruire filtri per il cuore

 

Mille paure mi mettono in croce

come i pensieri a cui non riesco a dare voce

Ma lo so, lo so, lo so cosa ottengo e cosa no

Grammatica drammatica, non ho parole e vado in crisi mistica!

Dialettica traumatica, la situazione sembra alquanto critica!

 

Spesso combatto il mio stesso giudizio che mi imprigiona in un amaro silenzio

Provo milioni di alfabeti per te, dico tutto ma non dico niente

 

Mille paure mi mettono in croce

come i pensieri a cui non riesco a dare voce

Ma lo so, lo so, lo so se non rischio non ti avrò

 

Grammatica drammatica, non ho parole e vado in crisi mistica!

Dialettica traumatica, la situazione sembra alquanto critica!

 

Quanti debiti ho accumulato comprando vocali!

Ma tu sembri aver decifrato anche quello che io non so di me!

 

Grammatica drammatica, non ho parole e vado in crisi mistica!

Dialettica traumatica, la situazione sembra alquanto critica!

 

Grammatica drammatica, non ho parole e vado in crisi mistica!

Dialettica traumatica, la situazione sembra alquanto critica!

Grammatica drammatica, dovrei lasciarmi andare in questa musica

Ginnastica romantica, l’energia inizia a farsi elettrica

(Testo e musica di Patrizio Saverio D’Andrea)

Troppo lontano dagli occhi tuoi io non ci posso stare

e per gli instabili come noi questo sai cosa vuol dire.

Hai fatto firmare al cuore mio un contratto a tempo indeterminato,

l’hai ingannato con un finto addio e – sbranghete – m’hai fregato!

Questo mio cuore lavora per te

si sveglia alle sette, corre e non smette di lavorare

e a fine mese quanto guadagnerà?

Senza pretese, di dolci attese si sazierà.

No, no, non è neanche colpa tua che non gli hai fatto il colloquio.

Fa sempre tutto di testa sua e non vuole lo straordinario.

Non è più neanche spaventato da un tradimento di fine rapporto

e ride mentre al sindacato gli augurano un infarto.

Questo mio cuore lavora per te

si sveglia alle sette, corre e non smette di lavorare

e a fine mese quanto guadagnerà?

Senza pretese, di dolci attese si sazierà.

Questo mio cuore lavora per te

non chiede ferie, non fa mai storie per lavorare

e a fine mese chi lo ripagherà?

Senza pretese, di dolci attese si sazierà.

Troppo lontano dagli occhi tuoi io non ci posso stare

e per gli instabili come noi questo significa amore.

(Testo e musica di Patrizio Saverio D’Andrea)

Ho visto tutto il mondo poi son tornato da te

ho camminato a lungo senza mai cedere

Ho consumato il mondo per poi tornare da te

ho avuto tutto quanto ma ora rivoglio te

 

Forse non serve andare lontano

per stringere tutta questa bellezza nel palmo di una mano

Nove volte su dieci gli occhiali che stai cercando

sono già proprio sul tuo naso

 

Ho attraversato il mondo col cuore pieno di te

piedi sporchi di fango ho lavato nella neve

Ho anche girato in tondo poi son tornato da te

Non ho nessun rimpianto ma ora rivoglio te

Deserti d’oro bianco, vulcani in mezzo al mare

senza di te al mio fianco erano poco e niente

Soldato vagabondo risorto in mille vite

nel buio più profondo ancor cercavo te

 

Forse non serve andare lontano

per stringere tutta questa bellezza nel palmo di una mano

Nove volte su dieci gli occhiali che stai cercando

sono già proprio sul tuo naso

 

Forse non serve andare lontano

per stringere tutta questa bellezza nel palmo di una mano

Nove volte su dieci il viaggio che stai sognando

Non lo sai, ma l’hai già intrapreso

 

Nove volte su dieci gli occhiali che stai cercando

sono già proprio sul tuo naso

 

(Testo e musica di Patrizio Saverio D’Andrea)

Nero come il carbone è questo mio cuore,

sguinzaglia sogni a cercarti in ogni direzione.

Blu come il mare di notte è questo dolore,

rimbalza sempre più forte su cose e persone.

Chiudo le porte di questa città con una poesia

così mi addormento con serenità sapendoti via.

 

Vendi a qualcun altro il tuo biglietto di sola andata per il mio cuor,

trova l’acquirente perfetto ma non dire che per te muoio ancor.

 

Brucia come infezione questo rimpianto

di aver fatto tutto il possibile pur di averti accanto.

Se un giorno avessi bisogno di me com’era un tempo,

chissà se avrei il tuo cinismo per sparire in un lampo.

 

Chiudo le porte di questa città come ogni sera,

ora per raggiungermi ti servirà solo una mongolfiera.

 

Vendi a qualcun altro il tuo biglietto di sola andata per il mio cuor,

trova l’acquirente perfetto ma non dire che per te muoio ancor.

 

Esci piano piano, non fare rumore,

non lasciare tracce, prendi quello che vuoi.

Corri più lontano, più lontano che puoi,

via dal male che mi fai.

 

Lo pago io il biglietto, dai!

Vendi a qualcun altro il tuo biglietto di sola andata per il mio cuor,

trova l’acquirente perfetto ma non dire che per te muoio ancor.

 

Vendi a qualcun altro il tuo biglietto di sola andata per il mio cuor,

trova l’acquirente perfetto ma non dire che per te muoio ancor.

 

Vendi a qualcun altro il tuo biglietto di sola andata per il mio cuor.

 

(Testo e musica di Patrizio Saverio D’Andrea)

Ora che più non sei spazio e tempo dei giorni miei

cerco una strada che mi porti via da te

Quel che so è che tu, pur volendomi sempre più,

corrompi il mio spirito, estingui ogni fremito.

 

Sono appena a ventitré a contare le tue scarpe:

quale migliore scusa per chiamarti e dirti che

non c’è più niente che ho che puoi considerare tuo?

e è inutile struggersi, vantando i tuoi alibi

 

Tua culpa, tua culpa, tua culpa, tua grandissima culpa

Tua culpa, tua culpa, tua culpa,

Tua grandissima culpa, grandissima!

Tua culpa, tua culpa, tua culpa, grande, grandissima culpa,

tua tua tua tua tua culpa, tua culpa!

 

Cocci rotti per me sei, un nastro da riavvolgere

o tele in brandelli che nessuno più potrà vendere

Guarda, sono cenere tutte le tue scarpe,

di colpo ho pensato che il fuoco le avrebbe indossate meglio di te.

Rido da solo perché qui non mi resta nient’altro da fare,

ricompongo le mie priorità, anche se qualcosa ancora non va

 

Tua culpa, tua culpa, tua culpa, tua grandissima culpa

Tua culpa, tua culpa, tua culpa,

Tua grandissima culpa, grandissima!

Tua culpa, tua culpa, tua culpa, grande, grandissima culpa,

tua tua tua tua tua culpa, tua culpa!

 

Torre di controllo è un guasto senza eguali,

il cuore ha svuotato gli arsenali,

rimandiamo a domani la nostra comunione dei mali

 

Mi consolo sperando di ridere

se riuscirò a rinfacciarti che

non è certo mia la colpa!

Tua grandissima culpa

Tua grandissima culpa!

Tua culpa, tua culpa, tua culpa,

tua culpa, tua culpa!

 

(Testo e musica di Patrizio Saverio D’Andrea)

 

Le stelle sono briciole che sto per seguire,

chi me le ha lasciate sa bene come mi sento ora.

Prima comunione, primo batticuore,

la risata di una voce bianca, un’anima mai stanca.

Amicizie come amori, mille genitori,

una lacrima armata di inchiostro sconfigge ogni mostro.

 

Spesso penso che questo viaggiare

ammansisca il cuore con il suo rumore

ma qual è il senso di tutto il dolore

se non lo posso usare per un me migliore?

 

Malinconia, ora sei solamente mia

Viziami, cullami in questa magia,

spegni il mondo e andiamocene via.

 

Le foto dietro la torta, la vacanza sempre troppo corta,

le poesie sulla sedia a Natale, la festa a Carnevale,

la prima delusione, la prima spada dritta al cuore,

vorrei tornare indietro per rimediare o almeno dimenticare

 

Spesso penso che questo viaggiare

ammansisca il cuore con il suo rumore

ma qual è il senso di tutto il dolore

se non lo posso usare per un me migliore?

 

Malinconia, ora sei solamente mia

Viziami, cullami in questa magia,

spegni il mondo e andiamocene via.

 

Questa è la notte di tutte le notti,

dei desideri accesi, dei sogni più forti.

Questa è la notte di un falò di maschere,

di obiettivi senza foto e parole senza lettere.

Questa è la notte per prender solo il buono

di quello che c’è stato e lanciarlo verso il nuovo.

Questa è la notte dell’euforia e della verità,

di leggi capovolte da un grido in fondo all’anima.

 

Malinconia, ora sei solamente mia

Viziami, cullami in questa magia,

spegni il mondo e andiamocene via.

 

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